Eccoci al secondo appuntamento con "Creatività e social network", la scorsa settimana ho pubblicato la prima parte dei contribuiti che rispondevano alla domanda:

Come definiresti la creatività? E come si può esprimere tramite i social network (sia personalmente che professionalmente)?
C'è un limite all'essere creativo? Dimmi ciò che ami, odi, non sopporti o imiti della creatività che si trova nei social network!

 

Social Network e Creatività

Ecco cosa ho chiesto ad alcuni amici e colleghi abitanti della rete.

Monia Taglienti
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Monia Taglienti

La Creatività, per me, è un processo di continua ricerca dentro il proprio essere. Uno scavare nell’animo e nel cuore nella speranza di portar alla luce qualcosa di buono. Dico “nella speranza” perché per ovvie motivazioni non sempre si riesce. Spesse volte si tenta di creare e non si arriva proprio a nulla.

Il processo creativo è serendipitoso 🙂 (da Serendipity), non lo si può cercare all’estremo deve venir fuori in maniera spontanea e fluire dalla nostra anima, lo si può aiutare questo sicuramente ma il più delle volte giunge inaspettato. Io per esempio per aiutarlo un po’, coloro i miei amati zentangle e devo dire che liberano tanto la testa dai pensieri grigi per metterci dentro quelli colorati e creativi.

I Social Network possono esprimere tanto di noi e di conseguenza la nostra creatività, penso ad Instagram con le foto scattate da noi oppure immagini che ci possono appartenere in qualche modo; mi viene in mente Facebook con la personalizzazione della nostra timeline e il nostro diario; penso a YouTube che ci da l’opportunità di iscriverci a canali diversi e ogni canale di fatto è un piccolo mondo. 
Le nuove tecnologie in un certo senso ci portano ad essere piccole opere d’arte, in un nostro device è racchiusa tutta la nostra creatività, sia personale che lavorativa, non credi?
Non esiste limite alla creatività universale né personale, crescendo ed esplorando il mondo la creatività viene fuori come un fiume in piena che scalfisce i suoi argini e regala ora una curva ora un rettilineo all’acqua. 
Ciò che non sopporto a volte dei Social è la creatività imposta, quella che segue le mode e il momento, quella della massa.
La creatività ha bisogno di coraggio, di rischio altrimenti è solo un lento adeguarsi alle logiche temporanee della rete. Sono una rivoluzionaria di natura e non mi piace ciò che fanno tutti, per me la creatività dev’essere qualcosa di speciale 🙂

Sara Verardo
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Sara Verardo

Domanda difficile la tua. Creatività è da sempre qualcosa di poco tangibile, perché frutto dell’esperienza di ognuno di noi. E allora parlerò della mia.
Non scorderò mai quello che mi dissero i miei insegnanti il mio primo giorno al corso di grafica “Per fare una buona grafica dovete copiare”. Ora penserete che abbia sbagliato a scrivere, invece no. Niente ora è più originale e rivoluzionario. Perché le correnti artistiche, le grafiche e le creatività non sono nient’altro che il vecchio rimodernato. Ecco cos’è per me la creatività.

È saper prendere il meglio da quello che vediamo, sviscerarlo dal contesto in cui è e metterci qualcosa di nostro che lo renda diverso. Proprio per questo i creativi o gli artisti hanno da sempre bisogno di stimoli esterni come una lettura o una fotografia.
Il processo creativo nasce guardando lavori altrui, trovandone il bello e mettendoci del proprio. In questo processo creativo trovo che i social abbiano aiutato, siamo costantemente tempestati da status, foto, video che involontariamente attivano la nostra percezione del bello o del brutto influenzando la nostra vena artistica.
E, in ultimo, hanno aiutato alla diffusione di lavori creativi che altrimenti non avremmo mai conosciuto.
Parlo ad esempio di alcune pagine con tavole di disegni o dei lavori di Desda e di Virgola che ho conosciuto proprio qui sui social.

Francesco Tempesta
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Francesco Tempesta

La creatività è prima di tutto un’attitudine, un approccio mentale, un mindset: la condizione indispensabile è essere curiosi e ricettivi verso gli stimoli interni ed esterni, saper cogliere e accettare il Nuovo in tutte le sue manifestazioni e declinazioni.

Insomma, “creativi non si diventa, ma si nasce”. Non si tratta infatti di una materia che si impara sui libri di scuola, ma di una capacità innata di cui alcune persone sono dotate per natura; un fuoco che si alimenta giorno per giorno, ma che a volte può capitare che si assopisca temporaneamente; un’energia che si manifesta nei momenti più inaspettati (ad esempio sotto la doccia o camminando in mezzo alla natura) e che non sempre viene canalizzata nel modo giusto (la formazione e il coaching dei facilitatori servono proprio a questo, ammesso che – va da sé – vi sia un “substrato” su cui lavorare). 

La creatività applicata ai social media significa realizzare e veicolare contenuti in target, che reinterpretino la realtà in chiave originale e spiazzante. Nell’ultimo periodo però, a parte qualche rara eccezione, mi è sembrato di notare un certo appiattimento in termini di idee creative (e non intendo solo dal punto di vista grafico).
Il rischio di questo fenomeno è che si perda la genuinità e il carattere di novità (penso per esempio ai post acchiappa-like che cavalcano le mode in maniera subdola, apparendo del tutto forzati e distanti rispetto all’immagine che il brand ha consolidato nella memoria collettiva dei consumatori).
I limiti? Possono essere personali (legati cioè alle resistenze interne, più o meno consapevoli) o dipendenti dall’ambiente circostante, inteso sia in senso fisico (per capire cosa intendo date un’occhiata agli uffici di Google), ma anche come disponibilità di risorse (economiche, culturali, di tempo) e apertura/chiusura dei soggetti chiave coinvolti nel processo (ad esempio colleghi di lavoro, clienti, management aziendale).

Eufemia Scannapieco
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Eufemia Scannapieco

Cuffie nelle orecchie, musica a palla, svago mentale. Oppure silenzio profondo, vista mare in orario da tramonto, riflessioni e flussi di pensieri vaganti.
Può arrivare l’insight inatteso, quell’intuizione sbalorditiva in entrambi i casi. Non è il contesto, la concentrazione o l’atteggiamento. È la creatività: parte da uno spunto e si concretizza in un’azione oppure nasce da un gesto rievocando un’emozione. Non riesco a darti una definizione precisa di creatività, posso dirti che per me è un mix di ispirazione, originalità e coraggio. È osare, sperimentare, proporre di andare magari “dritto a destra”. È stupore! La creatività non è un compitino, un’imposizione. No so se sia una dote innata o qualcosa che può essere coltivata. So solo che quando arriva non puoi contenerla e quando non la possiedi non puoi imitarla o improvvisarla.

E questo vale in ogni ambito o contesto, anche sui social network.
Non è facile impressionare il target continuamente. Questo perché ormai siamo talmente abituati a visual estremamenti spettacolarizzati o a copy “azzeccati” in quel preciso frangente temporale con il real time marketing che l’effetto WOW è diventato assai raro.
Eppure non bisogna arrendersi: è vero che tutto sembra trito e ritrito, ma puntando a “unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili" come sosteneva Poincaré, c’è un ampio margine per conquistare gli altri per un particolare guizzo di originalità, con una comunicazione diversamente ordinaria o anche, perché no, un atteggiamento inaspettato.

La creatività è fatta di cambiamento, di desiderio di stupire, di emozioni da provocare: a volte anche la normalità può risultare creativa proprio perché non artefatta e quindi può stupire per l’originalità.
Spesso la fonte di ispirazione per un brand può essere la community stessa che sia crea attorno ad esso: tra messaggi, commenti, gif o video di fan al seguito ci sono moltissimi spunti validi da riutilizzare e riadattare in maniera originale. Basta trovare la giusta combinazione per riproporli in maniera “creativa”.

Non esiste UN limite alla creatività ma non si può prentendere che ogni minimo elemento “non convenzionale” o poco comune perché etichettato come “creativo” debba essere giustificato e accettato.
Spesso il fatto stesso che sia eccezionale e non replicabile denota il carattere innovativo di un’idea o di una comunicazione. Non va esasperato con una forzata replicabilità o costrizione del momento.
Bando quindi, per me, a forzature, imitazioni, banalità. Fuffosamente creativi NO, comunicatori originali YES! 😉

Eleonora Usai
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Eleonora Usai

Ciao Elisa, ti ringrazio per avermi fatto questa domanda, perché di creatività se ne parla troppo poco.

La cosa che più mi piace della creatività è che è diversa da persona a persona, da settore a settore. Sono sicura che ogni amico a cui hai fatto questa domanda risponderà in maniera differente ed è proprio questa la cosa più bella della creatività, dell’arte. Ognuno di noi può averla, alcuni lo sanno e cercano di sfruttarla, altri non sanno quale sia e resta nascosta. Per me la creatività è far parlare il cuore, tirare fuori un istinto che tengo nascosto. È vedere scorrere parole nella tastiera senza capire perché.  O avere idee nei momenti meno opportuni.

Con i social può prendere forma con più facilità. Equivale ad esprimere la propria arte, vedere oltre quello che pubblica un utente e interpretare un attimo di vita reale con il pennello della fantasia. È vedere un aggiornamento o un immagine postata e captare un messaggio tutto tuo; partire dall’emozione che ti ha suscitato e crearci un tuo mondo personale.

Vuoi dire la tua idea sulla creatività?
Cosa aspetti, contattami!
Magari potremo dare vita insieme alla terza parte di questa rubrica!