Tutti ne parlano, ma come farlo in pratica??

Il visual storytelling, letteralmente è l’azione di raccontare una storia grazie a dei contenuti visivi.

Perché un brand (ma non solo) dovrebbe farlo?
Risponde la scienza! Secondo le maggiori ricerche del campo, la narrazione visiva facilita il ricordo, perché le immagini si memorizzano con più velocità e facilità rispetto ai contenuti testuali. Ciò che ho appena detto, lo dimostrano secoli di racconti visuali. Il visual storytelling si sviluppa sin dai primordi della civiltà. Non è nato con i social media!

Secondo un’infografica realizzata dalla M Both con i dati raccolti dalla  Simple Measure, il numero di post contenenti foto o immagini avrebbe il doppio in più di successo rispetto quelli di solo testo. Sembrerebbe infatti che:

  • I post contenenti foto o video sono condivisi 12 volte in più rispetto al solo testo
  • Tumblr ha il 42% dei propri post contenenti solo video e foto
  • Oltre 100 milioni di utenti a settimana pubblicano contenuti video e interagiscono su YouTube.

L’idea che sta alla base del fare storytelling è quello di trasmettere. Si può trasmettere ogni tipo di concetto, Sulla base dei dati appena riportati, perché non farlo in maniera visiva?

Per portare il nostro brand sulla strada del visual storytelling dobbiamo ricordarci di fare tre cose:

PROGETTARE

 

Ogni approccio va studiato ma soprattutto progettato. Hai un’idea in mente? Scrivila, analizzala e solo in un secondo momento portala a compimento. Perché? Semplice.
Un’idea può sembrare geniale in un primo momento, ma sicuramente avrà pregi e difetti, ecco perché è bene fermala nero su bianco. SI devono analizzare i punti di forza e di debolezza, capire come si può realizzare al megllo,
Parliamo di una storia, quindi la prima domanda da porsi è: quale storia voglio raccontare?
Solo in un secondo momento dovrò interrogarmi su quale metodo si addice di più alla mia storia: fotografie, grafiche, video? Tanti gli strumenti a nostra disposizione, basta scegliere quelli giusti per noi.

REALIZZARE

 

Entra in azione. Una volta stabilita l’idea, i metodi e le tempistiche di attuazione, possiamo passare alla pratica. Non serve essere fotografi o grafici per realizzare un buon visual storytelling, credetemi. Basta ricordarsi questa semplice frase:

“Less is more”

 

Niente di più azzeccato di questa citazione. Se non siamo dei professionisti, meglio far meno e bene piuttosto che imbarcarci in imprese impossibili ottenendo risultati che lasciano a desiderare. Ad esempio, possiamo realizzare un reportage fotografico anche con il nostro smartphone, non serve una macchina fotografica professionale. Dobbiamo, però, essere consapevoli dello strumento che abbiamo a disposizione, cercare di sfruttarlo al meglio senza chiedergli troppo.
Lo stesso vale per li video.

Per quanto riguarda la grafica, vi prego abbiate pietà di me. Vi chiedo solo di evitare ComicSans, ombre e riccioli. Chiedo troppo? 😉
Non disperatevi, ci sono tantissimi servizi online e spesso free, che vi potranno aiutare con format preimpostati.

In generale vi consiglio di trovare e mantenere uno stile costante che sia semplice e pulito. Vi garantisco che vi premierà!

Un piccolo esempio 😉

esempio2
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  • Twitter
  • Google+
  • Pinterest
  • Gmail
  • LinkedIn
esempio1
  • Facebook
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  • Gmail
  • LinkedIn

Quale scegliereste? Attenti alla risposta!!!

EMOZIONARE

 

Quando si parla di emozione si pensa subito alle lacrime. Niente di più sbagliato! Per avere un buon risultato con il visual storytelling dobbiamo emozionare, ma non far piangere. O meglio al massimo facciamo piangere dalle risate. 😉
Emozionare significa, suscitare un sentimento nelle persone, quest’ultimo può avere tante sfaccettature: lascime, sorrisi, batticure, etc.
Sicuramente dobbiamo indurre chi abbiamo davanti a soffermarsi sul nostro contenuto e questo lo si può fare solo se riusciamo ad emozionare. È così che riusciremo a farci ricordare.

Infografica Visual Storytelling
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Un esempio interessante

 

Il visual storytelling può nascere da ogni cosa, soprattutto dai piccoli fatti quotidiani. Vi presento un episodio all’apparenza banale, ma è diventato un fenomeno apprezzatissimo sui social network: una bambina dimentica il suo coniglietto di pelouche in un albergo irlandese, l’Adam Manor Hotel. Niente di interessante fino ad adesso, se non perché l’albergo decide di raccontare questa storia su Facebook.
Lo staff dell’albergo di lusso, ha immaginato e ideato la storia fotografica del pelouche che in attesa della piccola padrona se la spassa in hotel. L’albergo ha colto l’occasione di raccontare questa tenera storia per mostrare ai fan la struttura e i suoi servizi.
Lo storytelling ha coinvolto oltre 30mila persone che hanno messo mi piace al fotoracconto, generando quasi 2000 condivisioni dei post.

Beccatevi questa visual storia super emozionante e fatemi sapere che ne pensate.

I lost my owner at breakfast in Adare Manor 󾌴

Posted by Adare Manor Hotel on Saturday, January 2, 2016

Chilling before breakfast 󾌰

Posted by Adare Manor Hotel on Sunday, January 3, 2016

Getting used to this, afternoon tea at Adare Manor 󾌩

Posted by Adare Manor Hotel on Sunday, January 3, 2016

Off to stretch my legs with Claire after afternoon tea..

Posted by Adare Manor Hotel on Sunday, January 3, 2016

Good night from Adare Manor, tomorrow I go home, had lots of fun & everybody looked after me so well, going to miss this place 󾌣󾌣

Posted by Adare Manor Hotel on Sunday, January 3, 2016

Reunited at last … yippee! I got lots of lovely hugs from my pretty owner Kate and now we’re heading home for our next adventure. Thanks everyone for following my amazing trip at Adare Manor!

Posted by Adare Manor Hotel on Monday, January 4, 2016